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CP/M su Commodore 128: terminali e sequenze di escape

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di  Francesco Sblendorio Se avete già letto la prima puntata   allora avete già fatto qualche esperimento con il vostro Commodore 128 i n modalità CP/M . Questa volta ci occuperemo della gestione dello schermo e del modo in cui il sistema operativo gestisce l’output verso l’utente. CP/M  nasce negli anni ’70, progettato per funzionare per macchine diverse tra loro ma che condividano la CPU  Intel 8080  (alternativamente il compatibile  Zilog Z80 ). Erano macchine di solito vendute anche  senza  tastiera e monitor ma con connettori seriali attraverso cui era possibile collegare dei  terminali . Da questo punto di vista era simile a  UNIX : l’input/output è uno  stream  sequenziale di caratteri da e verso il terminale. Ciò significa che per avere la possibilità di controllare l’esatta posizione dei messaggi sullo schermo il terminale deve prevedere determinate “sequenze di controllo” (rispetto a cui il sistema operativo è agnost...

CP/M su Commodore 128: non solo “DIR”

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di  Francesco Sblendorio “ […] oltre alla modalità BASIC 7.0 e alla modalità 64, grazie alla presenza del microprocessore Z80, il Commodore 128 può far girare il sistema operativo CP/M, rendendo possibile l’utilizzo di una sterminata libreria di software professionale ” Queste, grossomodo, erano le parole con cui le riviste italiane del 1985 presentavano in pompa magna la possibilità del Commodore 128 di funzionare con il sistema operativo CP/M, per la stragrande maggioranza di utenti Commodore sigla semi-sconosciuta e quasi “mistica”, specie per la possibilità di utilizzare una “ sterminata libreria di software professionale “. Per quelli che, come me, all’epoca erano ragazzini squattrinati ma appassionati di programmazione che dovevano però accontentarsi di un Commodore 64, tale presentazione sembrava promettere un El Dorado informatico. Salvo poi riuscire ad accedere fisicamente al mitico Commodore 128 del compagno di scuola più fortunato, trovare nel mucchio di d...